COME SARÀ EXCO2019

exco2019 – l’Expo della Cooperazione Internazionale la prima e unica Fiera, a livello internazionale, rivolta alla Cooperazione secondo il punto di vista del business, oltre che delle Istituzioni.

Un appuntamento ideato e in via di realizzazione di Fiera Roma insieme a Diplomacy e Sustainaway, e rivolto a tutte le aziende e buyer che operano nella ricerca scientifica, nell’innovazione tecnologica e nella formazione; in particolare a quelle che siano impegnate nell’offerta di servizi,  prodotti e soluzioni per lo sviluppo sostenibile per i Paesi interessati all’implementazione di azioni di cooperazione.  Due punti sostanziali al centro di questa Fiera: creazione di nuovi posti di lavoro e innovazione, ai quali si aggiungono tre le parole chiave, altrettanto fondanti, sostenibilità, buone pratiche, business secondo i principi di Agenda 2030 e degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs).

Aperta dal 15 al 17 maggio 2019 a Fiera Roma exco2019 l’Expo della Cooperazione Internazionale prevede 30.000 metri2 di esposizione per prodotti e servizi, con spazi preposti agli incontri, coordinati da un’innovativa piattaforma online MYAGENDA dove sarà possibile un incontro tra domanda e offerta tra imprese, buyer e tutti i principali soggetti attivi in questo settore. Un programma ricco di seminari, workshop e dibattiti dedicati all’ambito della cooperazione, ma soprattutto un’occasione per agevolare relazioni e accordi che consentano lo sviluppo di iniziative e progetti, il sostegno degli investimenti e il coordinamento delle strategie sostenibili di intervento nel settore.

Da oggi puoi seguire news e aggiornamenti sulla Fiera sulla pagina Facebook, l’account Twitter e il profilo LinkedIn dedicati alla manifestazione! Stay tuned #exco2019

NOTIZIE SULLA E PER LA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE

exco2019 un’opportunità per Cooperazione internazionale – di Nino Sergi

Un’iniziativa tempestiva questa di exco2019: opportuna nell’evoluzione e qualificazione della cooperazione italiana allo sviluppo; utile per presentare metodologie, strategie, strumenti, tecnologie che possano aiutare a dare risposte che siano coerenti con gli obiettivi di sostenibilità dell’Agenda 2030.

Tutti siamo chiamati a sviluppare capacità di fare sistema. Le ONG hanno da tempo sentito questa esigenza e spinto per valorizzare nella cooperazione internazionale tutti i soggetti, dialogando maggiormente anche con il mondo dell’impresa. Abbiamo specificità, esperienze, buone pratiche, che, se messe insieme, possono dare risultati sorprendenti nell’attuazione degli obiettivi dello sviluppo sostenibile.

Dobbiamo tenere presenti due grandi dimensioni:

1) quella relativa alla capacità di dare risposte adeguate ed efficaci alle emergenze, prevenirle, intervenire con interventi umanitari per rispondere ai bisogni talvolta di centinaia di migliaia di persone in settori primari quali alimentazione, salute, acqua, latrine, riparo abitativo, fuochi per cucinare senza distruggere la flora adiacente, educazione d’emergenza ecc., con tutte le relative necessità logistiche;

2) quella degli interventi per lo sviluppo, in particolare a medio e lungo periodo, investendo su idee innovative e sulle persone, le comunità, con una approfondita conoscenza dei contesti e attraverso formazione, ricerca, attività produttive industriali, agricole, trasformative ad alta possibilità di occupazione, che richiedono tecnologie maggiormente appropriate.

Due soli esempi. L’Egitto è stato per alcuni secoli stabile con una popolazione di tre milioni di abitanti, sfruttando in particolare sei chilometri di terreni agricoli nei due lati del corso del Nilo. Ora gli abitanti sono 100 milioni e tra 30 anni saranno 150, con quasi la stessa superficie per l’agricoltura. Analogamente, se rimane con l’attuale capacità produttiva, già insufficiente per i 190 milioni di abitanti, la Nigeria tra 30 anni non potrà riuscire a mantenere 400 milioni di persone, più di quelle degli USA.

Servono nuovi approcci, nel rafforzamento dei partenariati, con un atteggiamento che punti a rafforzare l’ownership dei partner e delle comunità. Servono formazione continua e diffusa, nuove tecnologie e strumenti, frutto di costante ricerca scientifica per lo sviluppo, che siano appropriati, adatti al contesto e al suo ambiente, che creino partecipazione, inclusione, crescita diffusa, occupazione stabile. E’ finito il tempo della svendita di vecchie tecnologie. Investire e premiare chi investe producendo risultati, sostenendo le iniziative anche con fondi di investimento ministeriali italiani, dell’UE, delle Istituzioni finanziarie, di istituzioni private. La ricerca e la formazione rendono poco all’inizio ma molto a medio-lungo termine: vanno anch’esse quindi sostenute con particolare attenzione.

exco2019 è una straordinaria occasione per tutti i soggetti della cooperazione internazionale, pubblici e privati, profit e non profit, italiani, internazionali e dei paesi partner, per mostrare e condividere idee, quanto si sta facendo e quanto si potrebbe fare meglio. Fondamentali saranno anche i momenti – che le ONG cercheranno di favorire – di approfondimento, conoscenza dei bisogni, confronto, condivisione, evidenziando le possibilità di sinergie e collaborazioni per lo sviluppo e per l’aiuto umanitario.

La capacità di risposta e di proposta del sistema paese determinerà le nostre relazioni future con i paesi che la storia e la vicinanza geografica ha legato a noi. exco2019 rappresenta una significativa piattaforma in questa direzione.

 

La tecnologia per la cooperazione internazionale – le piattaforme per i rifugiati di Gnucoop

Gnucoop è una Società Cooperativa con sede a Milano, che si occupa di sviluppo di software, applicazioni web e mobile rivolte principalmente a organizzazioni impegnate nel settore non profit, offrendo le proprie competenze tecniche a favore di progetti di cooperazione internazionale per avere maggiori possibilità di successo.

Grazie alla partnership con le organizzazioni presenti sul campo Gnucoop può rafforzare le capacità e le competenze delle realtà non profit, mettendo a disposizione soluzioni tecnologiche sostenibili ed in linea con i progetti in fieri.

In questi anni di attività, sono stati instaurati partenariati con COOPI, GVC, altre grandi organizzazioni ed agenzie internazionali, come UNHCR, che lavorano con i rifugiati, ridisegnando piattaforme, creando – in rete con altri attori – applicazioni e sviluppando blog affinché i rifugiati possano essere sempre aggiornati e possano condividere online la situazione nei campi dove si trovano.

Una piccola impresa che sviluppa soluzioni e implementandole in Guatemala, Perù, Haiti, Malawi, Repubblica Centrafricana, Madagascar, Palestina e Italia.

https://www.open-cooperazione.it

 

Un Sistema informatico per la gestione degli Ospedali – il progetto Open Hospital 2.0 di Intesys

Il progetto “Open Hospital 2.0”, la cui implementazione è prevista dal 2016 al 2019, è partito dalla regione Veneto. Open Hospital (OH) ed è un software open source di gestione ospedaliera – Sistema Informativo Clinico – sviluppato da ISF Informatici Senza Frontiere per assistere ospedali, ambulatori e centri medici nella gestione della loro operatività quotidiana.

Open Hospital è rilasciato con licenza GPLv2, cioè modificabile liberamente per le esigenze del singolo progetto.

Un gruppo di volontari esperti e professionisti si occupa costantemente di svilupparlo e aggiornarlo, fornendo la formazione e la consulenza necessaria per implementarlo in modo efficace e sostenibile. Il software conta ora circa 10.000 download all’anno e un totale di più di 50.000 da quando è disponibile per il download.

Informatici Senza Frontiere gestisce e supporta direttamente 18 installazioni attive. Attualmente è in corso l’implementazione della versione 2.0, utilizzabile via web e mobile.

https://www.intesys.it

NOTIZIE DAL CONTINENTE AFRICANO

L’Italia è il terzo paese al mondo per investimenti in Africa
L’Italia è il terzo maggiore investitore nel Continente africano con 11,6 miliardi di dollari gli altri due primi posti sono occupati dalla Cina, con 38,4 miliardi di investimenti, e daagli Emirati Arabi con 14,9 miliardi. http://www.ehijournal.it

La marcia dell’Etiopia verso la parità di genere.
Dopo aver eletto una donna, Sahle-Work Zewde, come Presidente della Repubblica Federale Democratica di Etiopia, il primo Ministro, Abiy Ahmed, ha annunciato l’elezione all’unanimità di Meaza Ashenafi, prima donna Presidente della Corte Suprema Federale. Uno degli avvocati etiopi più esperti e attivista per i diritti delle donne, giudice e fondatrice dell’Associazione etiopica delle donne. Nel 2012 ha fondato con altre 11 donne del suo Paese una banca che si occupasse esclusivamente di finanziare le donne.
Meaza Ashenafi attribuisce molto del merito di aver ricevuto questo incarico importante alla sua famiglia, è questa che le ha insegnato l’importanza per le donne di accedere all’educazione e alla cultura, di essere riconosciute come parte fondante della società. Ed è grazie agli insegnamenti di sua madre che oggi è una donna indipendente.

Un Rwanda da record.
Il Rwanda è il Paese primo al mondo con maggior presenza femminile nel proprio Parlamento: il 64% dei deputati è una donna, su 80 seggi 54 sono loro. La Costituzione del 2003 prevede che nel Parlamento siedano almeno 24 donne, ma il risultato delle ultime elezioni effettuate lo scorso 3 settembre è andato ben oltre ogni previsione. Inoltre, i 7,1 milione di elettori ha dato la proria preferenza al Partito, IRPF, del Presidente Paul Kagane facendo ottenere a questo il 74% dei voti pari a 40 seggi in Parlamento.

Ufficio Stampa
exco2019 – l’Expo della Cooperazione Internazionale
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